Storia - consorzio San Fruttuoso

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Storia

Storia del Borgo:
La nostra bella località prende il nome dal Santo martire Fruttuoso, allora vescovo di Tarragona in Spagna. Fruttuoso fu arso vivo il 21 gennaio del 259, durante le persecuzioni contro la fede cristiana, insieme ai diaconi Augurio ed Eulogio. Nel Borgo si commemora quella data con una cerimonia intima in memoria del Santo Patrono.Nella "nostra" Abbazia un'urna preziosa conserva le ceneri dei tre martiri, trasportate in questa baia da un altro vescovo, San Prospero, che fuggì dalla Spagna nel 711 in seguito alle invasioni arabe.Narra la leggenda che un angelo guidò la fuga di Prospero, indicandogli una ridente località dove avrebbe trovato una grotta ed una sorgente d'acqua fresca; questo luogo era custodito da un drago feroce, ma l'angelo promise di cacciarlo personalmente dal monte, per i meriti riconosciuti ai Santi martiri.Così fece e Prospero con gli altri fuggitivi poterono sbarcare nell'insenatura, dove trovarono la sorgente e qui presero dimora. Costruirono quasi certamente una prima chiesetta nascosta tra il verde della vegetazione, a mezza costa, nella località conosciuta come "Chiesa Vecchia", dove sono ancora visibili le rovine di un antico manufatto.San Prospero morì a Camogli, presumibilmente nel luogo dove ora sorge il monastero a lui intitolato.

L'attuale Abbazia di San Fruttuoso fu costruita sicuramente prima del 900. Molti fatti si sono alternati da quei tempi lontani; durante le incursioni dei Pirati saraceni il piccolo borgo veniva saccheggiato e distrutto più volte ma costantemente era ricostruito dai monaci, che erano sempre un punto di riferimento per i naviganti. Qui la gente di mare si riforniva di acqua fresca e si portavano doni preziosi al monastero, cercando la protezione divina contro le insidie della navigazione.

Già dal 1200 una nobile famiglia genovese, i Doria, si prende cura del monastero, con donazioni che portano nel corso degli anni ad ampliamenti e restauri dell'Abbazia. Alcuni personaggi di questo nobile casato sono sepolti a San Fruttuoso, nelle caratteristiche Tombe con decorazioni marmoree a bande bianche e nere.Nel 1513 l'ammiraglio Andrea Doria combatteva contro i pirati Turchi del corsaro Dragut, che razziavano il mediterraneo.Gli abitanti di San Fruttuoso erano preoccupati perché il monastero e la sorgente potevano attrarli nel Borgo; si rivolsero quindi a Gregorio Roisecco, capo degli abitanti della vicina Santa Margherita, per avere protezione in caso di bisogno. Non fu sufficiente: i pirati sbarcarono a Capodimonte, saccheggiando e uccidendo.Fu allora che il principe ammiraglio Andrea Doria decise di costruire una valida torre a difesa della baia; in cambio la chiesa gli concesse tutto il monastero ed i terreni circostanti.Andrea Doria morì nel 1560 ed i suoi eredi, in collaborazione con gli abitanti, edificarono la grande Torre nel 1562.

Nel frattempo i Comuni marinari limitrofi avevano edificato una piccola torrette di avvistamento e difesa, con lo scopo di prevedere con anticipo l'arrivo dei pirati, sia che fosse da ponente o da levante. La torretta è tuttora visibile sullo sperone di roccia all'ingresso della baia; per raggiungerla era stato scavato nelle rocce stesse un tortuoso sentiero che la collegava al paese.

Vengono poi tempi più tranquilli, con nuovi lavori di restauro anche alle case dei pescatori, con una crescita anche per la piccola economia del Borgo. Gli abitanti sfruttavano tutte le risorse del monte, per non parlare della pesca: la legna, il fieno, la "lisca", i frutti selvatici e gli ulivi. A San Fruttuoso si contavano almeno cinque mulini che producevano in abbondanza.














Consorzio San Fruttuoso di Capodim

 
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